Che
chiasso che fanno questi Avengers! Dove passano loro crollano
grattacieli, ponti e chiese, volano camion (e intere città!),
piovono robot assassini, esplodono aeronavi. Eppure il nemico non lo
uccidono, lo feriscono, un po' come faceva l'A-Team
negli anni '80. L'ecatombe è lasciata fuori campo, intuibile
ma invisibile, per non turbare i censori del vietato ai minori.
Meglio
non riflettere sulle implicazioni del genere supereroico (effetto
speciale come libertà creativa assoluta, ridotta a fiera della
demolizione) e giudicare lo spettacolo, sempre ineccepibile
nell'onnipresente saga Marvel. Eppure l'Avengers precedente,
pur nella poco dissimulata idiozia della sua ricetta a base di alieni
invasori, era più ironico e coeso: merito anche di Tom Hiddleston e
del suo Loki, qui assente.
Ecco
cosa manca, fino ad ora, agli Avengers: una degna nemesi. Gli alieni
Chitauri erano pupazzi da abbattere; questo Ultron, più che
un'intelligenza artificiale, è il solito robottone incavolato,
pronto a sputacchiare insensatezze su un futuro libero dalla minaccia
umana. Al suo servizio la solita armata di robottini brulicanti,
tanto che sembra di rivedere la fine del capitolo uno.
In
attesa di un cattivo come si deve (dov'è Joker quando serve?), il
cast riunito funziona bene, rafforzato dalle singole esperienze (i
vari Thor, Iron Man e Capitan America). Il
regista e sceneggiatore Joss Whedon crede nei personaggi “minori”,
puntando grosso sulla Black Widow di Scarlett Johansson (che ha un
debole per Bruce Banner-Hulk) e sul Hawkeye di Jeremy Renner.
Scommessa vinta: le mascotte, prive di superpoteri e corazze volanti,
ci appaiono vulnerabili, neanche avessero una psicologia. Il colpo da
maestro è portare la gang a casa di Hawkeye, dove scopriamo moglie e
figli del soldato: debolezze concesse alla manovalanza. A quando un
film tutto suo?
Inutile
dare un senso alla trama, più affollata di deus ex machina di una
tragedia greca. Ad avere la peggio è la Val d'Aosta, trasformata
nello Stato di Sokovia, poi sollevata in cielo e disintegrata. Per
fortuna, prima dell'apocalisse, viene “evacuata”.
Aiutano
i nostri eroi due new entry: i gemelli Maximoff. Lui ha il dono della
super velocità ma non quello dell'espressività (lo avevamo notato
già in Godzilla che Aaron Taylor-Johnson non è l'erede di
Laurence Olivier); lei entra nelle menti e lancia raggi di rossa
energia dalle mani. Non avesse il volto dolcissimo di Elizabeth Olsen
ci chiederemmo il nesso tra le due abilità.
Nel
gran finale, posatasi la polvere e rimosse le macerie, il team si
divide, lasciando spazio a una nuova generazione (che include Paul
Bettany truccato da androide). È tutto un bluff, però, perché
sappiamo che torneranno con un doppio film nel 2018/19. Per allora,
nella percezione binaria dei giovanissimi d'oggi, nella vita dei
quali un anno di tecnologia sono dieci dei nostri, saranno dei
vecchietti. Se la vedranno con la gerontocrazia di Star Wars,
alla quale non nascondiamo di volere più bene.
Il consiglio? Evitata l'overdose da fumetti e aiutatemi a cercare valide alternative fantasy e sci-fi. Ci serviranno da portare su un'isola deserta durante la fine del mondo.

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