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sabato 25 aprile 2015

Avengers: Age of Ultron. Tanto rumore per ....

Che chiasso che fanno questi Avengers! Dove passano loro crollano grattacieli, ponti e chiese, volano camion (e intere città!), piovono robot assassini, esplodono aeronavi. Eppure il nemico non lo uccidono, lo feriscono, un po' come faceva l'A-Team negli anni '80. L'ecatombe è lasciata fuori campo, intuibile ma invisibile, per non turbare i censori del vietato ai minori.



Meglio non riflettere sulle implicazioni del genere supereroico (effetto speciale come libertà creativa assoluta, ridotta a fiera della demolizione) e giudicare lo spettacolo, sempre ineccepibile nell'onnipresente saga Marvel. Eppure l'Avengers precedente, pur nella poco dissimulata idiozia della sua ricetta a base di alieni invasori, era più ironico e coeso: merito anche di Tom Hiddleston e del suo Loki, qui assente.
Ecco cosa manca, fino ad ora, agli Avengers: una degna nemesi. Gli alieni Chitauri erano pupazzi da abbattere; questo Ultron, più che un'intelligenza artificiale, è il solito robottone incavolato, pronto a sputacchiare insensatezze su un futuro libero dalla minaccia umana. Al suo servizio la solita armata di robottini brulicanti, tanto che sembra di rivedere la fine del capitolo uno.
In attesa di un cattivo come si deve (dov'è Joker quando serve?), il cast riunito funziona bene, rafforzato dalle singole esperienze (i vari Thor, Iron Man e Capitan America). Il regista e sceneggiatore Joss Whedon crede nei personaggi “minori”, puntando grosso sulla Black Widow di Scarlett Johansson (che ha un debole per Bruce Banner-Hulk) e sul Hawkeye di Jeremy Renner. Scommessa vinta: le mascotte, prive di superpoteri e corazze volanti, ci appaiono vulnerabili, neanche avessero una psicologia. Il colpo da maestro è portare la gang a casa di Hawkeye, dove scopriamo moglie e figli del soldato: debolezze concesse alla manovalanza. A quando un film tutto suo?
Inutile dare un senso alla trama, più affollata di deus ex machina di una tragedia greca. Ad avere la peggio è la Val d'Aosta, trasformata nello Stato di Sokovia, poi sollevata in cielo e disintegrata. Per fortuna, prima dell'apocalisse, viene “evacuata”.
Aiutano i nostri eroi due new entry: i gemelli Maximoff. Lui ha il dono della super velocità ma non quello dell'espressività (lo avevamo notato già in Godzilla che Aaron Taylor-Johnson non è l'erede di Laurence Olivier); lei entra nelle menti e lancia raggi di rossa energia dalle mani. Non avesse il volto dolcissimo di Elizabeth Olsen ci chiederemmo il nesso tra le due abilità.

Nel gran finale, posatasi la polvere e rimosse le macerie, il team si divide, lasciando spazio a una nuova generazione (che include Paul Bettany truccato da androide). È tutto un bluff, però, perché sappiamo che torneranno con un doppio film nel 2018/19. Per allora, nella percezione binaria dei giovanissimi d'oggi, nella vita dei quali un anno di tecnologia sono dieci dei nostri, saranno dei vecchietti. Se la vedranno con la gerontocrazia di Star Wars, alla quale non nascondiamo di volere più bene. 

Il consiglio? Evitata l'overdose da fumetti e aiutatemi a cercare valide alternative fantasy e sci-fi. Ci serviranno da portare su un'isola deserta durante la fine del mondo. 

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