NoahBaumbach, newyorchese, 45 anni, aspira a diventare
l'erede di Woody Allen. Sceneggiatore per Wes
Anderson (The Fantastic Mr. Fox; Le avventure acquatiche di Steve Zissou) e regista di sette film, tutti ambientati nella Grande Mela,
Baumbach ama la borghesia, i dialoghi brillanti, le virate surreali e
la malinconia di fondo.
La
sua parabola ascendente, nel cinema indipendente americano, sembra
inarrestabile: è il beniamino dei critici e di un pubblico
selezionatissimo, come se il grande successo non gli interessasse. Per
lui Ben Stiller, uno che non va per il sottile quando si
tratta di fare il deficiente, si è trasformato due volte in
attore drammatico.
La
seconda è in Giovani si diventa che vede Stiller fare coppia con Naomi Watts.
Josh e Cornelia
sono benestanti, vicini alla mezza età e senza figli. Lui ha diretto
un documentario dieci anni prima e ora è bloccato nell'eterna
realizzazione del secondo film (Barton Fink?). Lei produce documentari ed è figlia
di un anziano regista, considerato un genio. I loro migliori amici
hanno avuto una bambina, cosa che ha gettato Josh e Cornelia
in uno stato d'ansia: non si sentono adeguati alla loro età,
soffrono le scelte sbagliate e una routine diventata noia.
Tutto
cambia quando conoscono Jaimie e Darby: venticinque anni, pieni di
un'energia travolgente. Lui vorrebbe diventare cineasta e tratta Josh
come un mentore ma la verità è che, dietro la maschera affabile, si
nasconde un bastardello ambizioso, di quelli che non si fermerebbero
davanti a nulla per ottenere il successo.
La
coppia di giovani “hipster” è interpretata da Adam Driver (che era nel precedente film di
Baumbach, Frances Ha e sarà nell'imminente Guerre Stellari
- Episodio VII) e Amanda Seyfried (Letters to Juliet).
Si
ride, si pensa e si piange, in questa azzeccata commedia di
caratteri, forse la migliore uscita dalla penna del nuovo bardo
newyorchese. Se Allen, oggi, dirigesse un film tanto vitale e arguto,
il mondo lo acclamerebbe come un ritorno alla forma degli anni '80.
Per Baumbach, prono a certi squilibri narrativi e stilistici, Giovani
si diventa è un trionfo. Un cinema che
parla di snob ma non è più snob (dubbio che adombrava il bianco e nero
e lo spirito di Truffaut di Frances Ha), capace di analizzare
dubbi esistenziali di veri esseri umani, anche se incastonati in un
mondo di privilegi, dove lavoro e denaro non sembrano essere
preoccupazioni.
Nel
cast emergono la Watts, il cui ventaglio espressivo, negli anni, si è
ampliato in modo impressionante e Driver, perfetto nel convogliare la
falsità istintiva, quasi ingenua, del personaggio. Il finale,
ironico e amarissimo, colpisce sotto la cintola. Scommetto su una lunga vita in rassegne e cineforum.
Consiglio di oggi: dopo Terminator e aspettando Ant-Man pulitevi la bocca con un po' di buon cinema d'autore, non ve ne pentirete. Poi, alla fine del mondo, davanti allo scranno di San Pietro, durante l'esame per entrare in Paradiso, potrete tirarvela un po'.


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