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giovedì 9 aprile 2015

1992: critiche ingiuste e ciambelle col buco

Giudicare un telefilm dalla prima puntata è come giudicare una pornodiva da vestita. Prematuro. Se poi il telefilm in questione è uno dei prodotti italiani più importanti del decennio la cautela è d'obbligo. Ecco perché, per dire la mia su 1992, ho aspettato sei puntate.

Miriam Leone e Stefano Accorsi in una sequenza di 1992
Perdonatemi se parto con un'affermazione maiuscola come “più importanti del decennio”. Perdonatemi, ma è vero: il futuro del nostro piccolissimo schermo lo sta facendo Sky. Lei e nessun altro. Prima Romanzo criminale, poi In Treatment e Gomorra (Faccia d'Angelo non ha lasciato traccia di sé): se all'estero qualcuno sé ricordato che l'Italia esiste è merito di queste serie, che sono anni luce avanti al pattume Rai e Mediaset, meglio delle scorie del cinema nostrano e quasi al passo con prodotti di HBO o BBC.

Ho aspettato sei puntate anche perché ero incuriosito dalle stroncature scritte dai colleghi del Fatto Quotidiano e di Huffington Post (complimenti, invece, all'attenta disamina fatta da Malaparte su Tvblog). Ad esempio: sul secondo la giornalista Beatrice Dondi parla di «uno Stefano Accorsi meno espressivo del MaxiBon che mangiava un tempo». Poi affonda: «un triste Bignami della storia recente dall'aria soporifera. In cui l'unico sprazzo emotivo è dato dalla meravigliosa cattiveria dello spot pubblicitario di House of Cards a fine episodio. E il confronto, davvero, è impietoso».
Ora, a ragion veduta, posso assicurarvi che Accorsi, per il quale non ho mai avuto particolare simpatia, s'è ritagliato il ruolo migliore della sua carriera. House of Cards, poi, c'entra come i proverbiali ca**i a merenda. Evidentemente la Sig.ra Dondi fa parte di quel nutrito gruppo di spettatori che non solo è caduto nella trappola del West Wing for dummies di Netflix (un Presidente killer?! Trattative in mimetica tra capi di stato americani e russi nel deserto giordano?!) ma lo usa anche come termine di paragone con tutto il mondo dei telefilm americani. La Dondi dice anche: «Aspettavamo con fiducia una serie 'all'americana'». Ma all'americana come? Come C.S.I.? Supernatural? Beverly Hills 90210? The Wire? Treme? American Horror Story? Friday Night Lights? Perché gli americani fanno tutto, nel male e nel bene.
La verità è che noi dovremmo fare qualcosa “all'italiana” e farlo bene. 1992 è fatto bene, molto. Non era facile unire storia, umanità, thriller e politica, ma il trio di sceneggiatori ce l'ha fatta. Pensando a Mad Men, come dicono loro stessi. E se la scrittura non è ancora a quell'altezza (ovvero in zona Pinter e Mamet) possiamo farcene una ragione: solo nel primo episodio ci sono due monologhi da ricordare (quello di Non è la Rai e quello delle banane).

faccio notare sulla destra: il leggendario Natalino Balasso
Certo: di difetti ce ne sono. A partire dall'insistenza con cui Miriam Leone viene spogliata e inquadrata di lato B (abbiamo capito: Veronica Castello è una zoccola), fino alla sotto trama dell'HIV e delle vendette personali. È vero anche che Tea Falco non vincerà un Oscar nei prossimi anni. Ma il ritmo c'è, i personaggi pure, gli elementi storici sono piccanti, le soluzioni non scontate e il tragico manicheismo della tv post-democristiana assente. E la Leone, culo a parte, recita bene: forse è lei la vera eroina, visto che in tempi di crisi ha lasciato una poltrona Rai per fare l'attrice (studiando, prima).


Insomma, guardate 1992 e accettate il mio primo consiglio per la fine del mondo: non leggete recensioni italiane (neanche le mie). Siamo un popolo di cazzari e tuttologi, ogni cosa che scriviamo è sporca di politica, marchette, mefitiche arie intellettuali. In pratica siamo tutte scoregge e poca merda. La merda buona, quella bio, che profuma di natura, la scrivono gli inglesi e gli americani. Imparate l'inglese e lasciate che il giornalismo italiano muoia asfissiato. Tanto sta arrivando la fine del mondo.   

3 commenti:

  1. Grazie Tessa (per chi non lo sapesse T. è mia sorella, che ha un famoso blog di libri). Ho linkato il tuo blog al mio. Ricambi?

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    1. Ah, ah. Molto famoso! adesso se le mie scarse abilità me lo consentono ti linko.
      Ho guardato la prima puntata di 1992. Mi è piaciuto, malgrado Accorsi mi scateni da sempre una crisi di orticaria al minimo contatto visivo. Ha ritmo, è ben recitato (a parte Tea Falco), stuzzica. Speriamo continui così!

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